In offerta!

Dentro il bianco

15,00 9,00

Categoria:

Descrizione

PREFAZIONE

Non leggevo Sonia da un po’. Ovvero dal novembre del 2014, data di uscita del suo penultimo libro Oltre gli occhi. Di Sonia avevo già letto nel 2008 il suo testo di esordio, Scomparsi a Urbino, primo della fortunatissima serie di romanzi gialli, che vede nella sua ultima fatica, intitolataDentro il bianco, il compiersi di una trilogia che spero con tutto il mio cuore (ma ne sono sicura) avrà un lungo seguito.

Dico questo perché Sonia, con i suoi libri, ti fa stare bene.

Ti dona la speranza che la salvezza dei valori, quelli che sono davvero importanti, sia reale e dunque fattibile. Sì, perché, la protagonista dei tre romanzi, Claudia De Angeli, è una giovane donna, bella e anche piuttosto decisa, nel perpetuarsi della sua grande fragilità. Un ossimoro – ovvio – ma che scatta una foto emblematica di Claudia e la pone sotto la luce della sua vera essenza. In conflitto perenne con se stessa e la sua vita, che si nutre di contrapposizioni, a volte feroci e dalle quali non si torna indietro, con il resto del mondo. La protagonista lascia un segno inequivocabile di sé dentro l’immaginario di chi la legge. Io la definirei anche selvaggia, a motivo della sua personalità inafferrabile: chiunque pensi di averla “acchiappata” potrà solo ricredersi. Claudia sarà già altrove, se non con il corpo, di certo con la mente.

Conosco da tanti anni la dolcissima e bravissima autrice Sonia Bucciarelli. Istintivamente, direi che tra lei e Claudia esistano abissi incolmabili. Penso di dovermi ricredere. E tanto. Sono accomunate da quei valori, come dicevo prima, “davvero importanti”, tra cui la forza, la determinazione, la passione, la lealtà, il senso di giustizia, l’amore per il bene e l’opposizione al male, la voglia di andare avanti, comunque e sempre… Ma Sonia ha lasciato che la sua creatura, partorita alla stampa nel 2008, li esprimesse con ben altre modalità: le sue. Quelle proprie di Claudia. Sonia l’ha lasciata libera di volare sulle tragedie del mondo e su quelle personali, a modo suo. L’ha lasciata anche sbagliare, esattamente come si fa con i propri figli, abbattersi al suolo, ma poi riprendere il volo con più intensità di prima. E questo fa grande un’Autrice. Scostarsi dal protagonista dei propri libri, nel modo delicato con cui ha saputo farlo Sonia, impedisce di cadere nella trappola dell’autoreferenzialità, caratteristica ahimè molto diffusa e che nuoce al testo tanto quanto ne verrebbe esaltato dalla sua assenza.

Sonia negli ultimi dieci anni è cresciuta parecchio.

Me ne sono accorta dopo soltanto due pagine di questo suo nuovo “figlio”, che ha chiamato Dentro il bianco, e che la consacra a buon diritto tra i giovani Autori – di età, ma non di penna – nel brulicante mondo del Giallo Italiano. Lo scomparire delle incertezze qui e là del suo primo affacciarsi al genere da lei e da me tanto amato, il giallo, nulla ha tolto alla freschezza e all’incisività – ovunque presenti – della sua scrittura. Sonia, perciò, è diventata “grande” a tutti gli effetti e ci consegna un romanzo che sazia l’appetito di quanti vadano alla ricerca di mistero, suspanse, colpi di scena frequenti. Insomma, di quegli ingredienti che a me fanno sudare le mani.

Sonia ha deciso di ambientare le vicende di Dentro il bianco nel Regno Unito, più precisamente, in Inghilterra, tra Oxford e Londra, con una breve “capatina” a Cambridge.L’architettura degli innumerevoli collegi del centro medievale di Oxford, soprannominata la “città delle guglie sognanti”, a cui Sonia tanto è legata; i colori caldi delle luminarie (siamo a Natale); il candore della neve sotto il quale si celano perfidie e inaccettabili intenzioni; il silenzio della casa vuota, il silenzio di una voce viva solo nel ricordo (…), il silenzio di un letto senza l’amantesotto un cielo plumbeo; tetre e cupe atmosfere che incombono su luoghi e persone: solamente uno sprazzo finale di una metaforica e azzurra limpidezza. Sono tutti elementi, questi, che si mescolano e si amalgamano e ci rimandano un prodotto narrativo valido anche dal punto di vista “scenografico”. Rubo dal cinema, poiché il climaxdel romanzo trascende la parola, che diventa subito immagine. Ed ècome vivere una matrioska di incubi, che strizzano l’occhio al noir, con tanto di femme fatale dal nome imponente: Regina, una donna bionda (…) con un lungo cappotto nero.

Rivedo molto me stessa nella scrittura di Sonia, in alcune sue frasi, nel cuore che ci mette, che è il mio stesso cuore. Il sentimento che ci legaproviene anch’esso da un’uguale matrice, e quando, dopo tanto tempo, avverrà un nuovo incontro, sarà sorprendente riviversi con la stessa empatia, come se il tempo non avesse potuto cambiare nulla. Questa è l’amicizia. Vera.

Dulcis in fundo, c’è il BIANCO. E per usare ancora parole di Sonia,bianco era il mondo tutto intorno, bianco si riconosceva il cuore nell’ascoltare i propri battiti, bianco appariva il pensiero sul futuro.Il bianco in realtà non è assenza di colore ma l’insieme di tutti i colori e quello che stava accadendo al bianco dell’anima di Claudia era una riscoperta di sfumature.

E ancora. Il bianco della sospensione. Dell’assenza. Del vuoto e del niente. Il bianco del baratro. Quando il bianco chiuderà il sipario, per Claudia sarà un risvegliarsi quando oramai tutto è finito.

Marina Crescenti

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Dentro il bianco”

Benvenuti nel negozio on line Masciulli Edizioni Ignora